Inclusione e sicurezza: lavoratori autistici nei luoghi di lavoro
Garantire un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo è una responsabilità di ogni organizzazione. Tra i lavoratori, ci sono anche persone nello spettro autistico che, pur senza diagnosi ufficiale o disabilità certificata, possono incontrare difficoltà legate alla comunicazione, alla gestione del tempo o alla sensibilità sensoriale. È fondamentale riconoscere queste caratteristiche e adattare le misure di salute e sicurezza alle loro reali necessità. Secondo il D.Lgs. 81/08, ogni rischio durante l’attività lavorativa va considerato, incluso quello che può coinvolgere specifici gruppi di lavoratori. Per questo motivo, una valutazione attenta e personalizzata dei rischi, anche in assenza di obblighi normativi specifici, è una scelta di responsabilità e prevenzione.
Adattare l’ambiente e le mansioni: un passo verso l’inclusività
Le persone autistiche possono manifestare ipersensibilità a suoni, luci, odori o materiali, che nell’ambiente lavorativo diventano fonti di stress. È utile quindi prevedere ambienti con illuminazione adeguata, riduttori di rumore o semplicemente la possibilità di utilizzare strumenti personali come cuffie o occhiali. Anche la gestione del tempo può essere una difficoltà: l’uso di timer, app o agende visive può aiutare a organizzare meglio la giornata. Altri accorgimenti includono routine chiare, mansioni ben strutturate, maggiore flessibilità negli orari o tempi di esecuzione più lunghi. Il lavoratore autistico, se coinvolto nel processo, può fornire indicazioni molto utili per identificare soluzioni su misura.
Riconoscere i segnali di stress e prevenire il burn-out
Il burn-out autistico si manifesta con stanchezza estrema, ritiro sociale e difficoltà nella gestione quotidiana. A differenza del classico esaurimento da lavoro, qui le cause sono spesso legate all’adattamento forzato a dinamiche “neurotipiche”. Il datore di lavoro e il RSPP dovrebbero monitorare lo stress attraverso questionari o colloqui individuali, adattando compiti e ritmi per ridurre la pressione. Anche episodi di bullismo o isolamento sul luogo di lavoro possono aggravare la situazione e vanno affrontati tempestivamente. In certi casi, lo smart working può essere una soluzione, ma va valutato attentamente, poiché l’isolamento sociale può peggiorare lo stato psicologico del lavoratore.
Emergenze, evacuazioni e comunicazione efficace
Durante situazioni di emergenza, come un’evacuazione, una persona autistica può vivere momenti di forte stress o confusione. È importante quindi prevedere piani di emergenza che considerino anche queste esigenze, con procedure chiare e l’affiancamento di un collega formato per fornire supporto. Un’altra buona pratica è permettere al lavoratore di spiegare ai colleghi le proprie caratteristiche comunicative e comportamentali. Questo aiuta a ridurre incomprensioni e crea un ambiente più empatico. Allo stesso tempo, il lavoratore può valorizzare i propri punti di forza – come l’attenzione al dettaglio, l’integrità o il pensiero creativo – contribuendo positivamente al contesto aziendale.
Fonte
Persone e Sistemi da Punto Sicuro